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Autore: gmcfuerte@gmail.com

Cambiare fornitore luce a 75 anni: cosa rischi davvero (spoiler: niente)

“Mamma, ma se cambi compagnia poi non ti staccano la luce?” La domanda gira nelle case italiane più volte di quanto immagini. La risposta breve è: no, non ti staccano niente. La risposta lunga è la più rassicurante che leggerai oggi.

In Italia, dal 1° gennaio 2024, il mercato dell’energia è completamente libero. Ogni persona, di qualsiasi età, può scegliere il suo fornitore di luce e gas tra decine di compagnie. Può cambiarlo quando vuole, anche più volte all’anno.

7 pensionati italiani su 10 non hanno mai cambiato fornitore di luce. Non perché non gli converrebbe — anzi, pagherebbero 100-300 € l’anno in meno — ma perché hanno paura di:

  • restare senza luce per giorni durante il passaggio
  • pagare penali nascoste
  • “rovinare il contatore”
  • essere truffati da un venditore al telefono
  • non riuscire più a tornare indietro

Nessuna di queste paure ha fondamento. Vediamo perché, in 5 punti chiari.

Punto 1 — La luce non si stacca mai

Quando cambi fornitore, il filo elettrico che entra in casa tua è esattamente lo stesso. Il contatore è lo stesso. La rete è la stessa. Cambia solo chi ti fa la bolletta.

In Italia c’è una sola rete elettrica gestita da E-Distribuzione (gruppo Enel) per il 90% del territorio, più qualche distributore locale. Tutti i fornitori (Enel Energia, Eni Plenitude, Edison, Sorgenia, Octopus, NeN) comprano l’energia all’ingrosso e te la rivendono.

Tecnicamente cambi solo il contratto commerciale. Il distributore continua a portarti la luce nello stesso modo. Non c’è alcun momento in cui resti senza energia, neanche per un secondo.

Vedrai solo la prima bolletta con il nuovo nome.

Punto 2 — Non si paga nessuna penale

Una legge del 2017 (Codice del Consumo art. 56-quinquies e Delibera ARERA 783/2017) vieta le penali di recesso sui contratti luce e gas del mercato libero:

  • Niente “durata minima” obbligatoria del contratto
  • Niente “penale di disdetta”
  • Niente “fattura finale di chiusura” con sorprese (eccetto consumo effettivo fino al giorno del cambio)

L’unica cosa che paghi è il consumo che hai fatto con il vecchio fornitore fino al giorno del passaggio.

Punto 3 — Cambiare è gratis e si fa in 1-2 mesi

Procedura:

  1. Scegli il nuovo fornitore (online, in negozio, call center)
  2. Comunichi il codice POD dalla vecchia bolletta (codice del contatore). In alternativa: codice fiscale + nome fornitore attuale.
  3. Il nuovo fornitore avvia il passaggio automaticamente. Comunica la disdetta al vecchio fornitore (è suo dovere di legge).
  4. Aspetti 30-60 giorni. Continui a ricevere bollette dal vecchio fornitore. Poi arriva la prima bolletta del nuovo.

Costo: 0 euro.

Punto 4 — Il contatore non si tocca, non si cambia, non si rovina

Il contatore è di proprietà del distributore locale (E-Distribuzione), non del tuo fornitore commerciale. Cambiare fornitore commerciale non comporta alcuna modifica al contatore. Nessuno viene a casa tua.

Se senti “Eh, ma poi ti devono cambiare il contatore”, è falso. L’unico caso in cui il contatore si cambia è il passaggio dal contatore tradizionale al contatore 2G “smart”, che fa E-Distribuzione di sua iniziativa indipendentemente dal tuo fornitore.

Punto 5 — Se non ti trovi col nuovo, puoi tornare indietro

Anche se cambi e dopo 2 mesi non ti trovi bene, puoi ricambiare, senza penali, senza limiti annui.

Il “blocco psicologico” di “se sbaglio sono fregato” non esiste.

Cosa devi davvero stare attento a (gli unici 4 rischi reali)

Rischio 1 — Telefonate di venditori aggressivi

Non sono il fornitore: sono mediatori telefonici (call center esterni). Spesso fingono di essere “ENEL” anche quando non lo sono. Sentirai *”Lei è ancora nel mercato tutelato? Allora deve cambiare obbligatoriamente…”*

Regola d’oro: nessun fornitore serio fa contratti per telefono di prima istanza. Se ti chiamano dicendo “deve fare il contratto subito sennò perde l’offerta”, riaggancia. Confronta da casa con calma su arera.it (Portale Offerte ARERA, gratuito, tutti i prezzi).

Rischio 2 — Contratti firmati “fuori sede” (supermercati, porta a porta)

Sono legali ma spesso opachi. Se firmi, hai 14 giorni di diritto di ripensamento per legge — puoi disdire gratuitamente mandando una raccomandata o una PEC.

Rischio 3 — Offerte “ingannevoli” sui prezzi indicizzati

Alcune offerte a “prezzo variabile” sono pubblicizzate come “0,12 €/kWh” ma quando il mercato all’ingrosso sale, paghi 0,40 €/kWh. Per un pensionato che vuole tranquillità, meglio offerte a prezzo bloccato per 12-24 mesi.

Rischio 4 — Bonus sociale che non si trasferisce automaticamente

Se hai il bonus sociale, normalmente si trasferisce al nuovo fornitore. Verifica dopo 60 giorni in bolletta. Se manca, chiama lo Sportello Consumatore ARERA al 800.166.654.

Come si fa concretamente: i 3 metodi

Metodo A — Portale Offerte ARERA (il più sicuro)

arera.it/portale-offerte è ufficiale del governo, gratuito e indipendente. Inserisci il tuo profilo di consumo, ti mostra tutte le offerte di tutti i fornitori con il prezzo annuo previsto in chiaro.

Vantaggio: nessuna pubblicità, nessun call center.

Svantaggio: l’attivazione non è automatica. Vai poi sul sito del fornitore scelto.

Metodo B — Comparatore commerciale (Selectra, Facile.it)

Siti come luce-gas.it (Selectra) ti propongono un confronto, poi ti chiamano dal loro call center per finalizzare. Gratuiti per te.

Vantaggio: ti attivano il contratto loro.

Svantaggio: confronto può non essere imparziale (mostrano prima fornitori che pagano commissione). Incrocia con Portale ARERA.

Metodo C — Andare in negozio fisico del fornitore

Vai direttamente in un punto vendita del fornitore (Enel Energia ha negozi diretti in molte città). Bolletta vecchia, codice fiscale, IBAN, fanno tutto loro.

Vantaggio: massima rassicurazione.

Svantaggio: vedi solo quel fornitore, niente confronto.

Quanto puoi risparmiare davvero

Pensionato single in casa 50 mq (consumo 1.500 kWh annui):

  • Prezzo maggior tutela 2026: ~330 €/anno
  • Migliori offerte mercato libero a prezzo bloccato: 240-280 €/anno
  • Risparmio: 50-90 €

Coppia in 80 mq (2.500 kWh):

  • Maggior tutela: ~520 €/anno
  • Libero: 380-450 €/anno
  • Risparmio: 70-140 €

Non sono cifre enormi ma sono soldi tuoi. Su 5 anni: 350-700 €.

Domande frequenti

Devo dire al vecchio fornitore che voglio cambiare? No, ci pensa il nuovo fornitore per te (obbligo di legge).

Cosa succede se il nuovo fornitore fallisce? Per legge c’è il Servizio di Salvaguardia: subentra automaticamente un fornitore d’ultima istanza, senza interruzione.

Posso cambiare se ho una bolletta arretrata da pagare? Sì, ma il vecchio fornitore può rifiutare la disdetta finché non saldi. Paga prima, cambia poi.

Quanto dura il contratto col nuovo fornitore? Prezzi spesso bloccati 12 mesi, contratto a tempo indeterminato, recedi quando vuoi.

Cambiare fornitore influisce sul mio bonus sociale? No, si trasferisce automaticamente. Verifica però la prima bolletta del nuovo fornitore.

Posso cambiare anche se sono in affitto? Sì, se l’utenza è intestata a te.

E se il venditore al telefono dice che “devo cambiare obbligatoriamente”? È una bugia. Riaggancia.

Posso tornare alla maggior tutela una volta passato al libero? No, da gennaio 2024 la maggior tutela non esiste più per le famiglie. Esiste invece il Servizio a Tutele Graduali per chi non ha mai scelto libero, ma non si può “tornarci”.


*Articolo informativo. Per le offerte aggiornate consulta sempre il Portale Offerte ARERA o i siti ufficiali dei fornitori.*

Bonus sociale luce e gas 2026: come si chiede passo passo (sì, da soli)

Lo Stato dà uno sconto in bolletta da 146 € a 204 € all’anno per la luce e una percentuale del 15% per il gas a chi ha l’ISEE sotto i 9.796 euro (o 20.000 € con almeno 4 figli a carico). Si chiama bonus sociale, è automatico dal 2021, ma molti pensionati non lo ricevono perché non fanno l’ISEE. In questa guida ti spiego come ottenerlo passo per passo, da solo o con l’aiuto del CAF, senza pagare nessuno.

Il bonus sociale luce e gas è uno sconto applicato direttamente in bolletta da chi vende l’energia, pagato dallo Stato tramite ARERA. Non serve chiederlo all’INPS, non serve compilare moduli del Comune, non serve chiamare il numero verde della compagnia. Serve una sola cosa: avere un ISEE aggiornato.

Cos’è esattamente il bonus sociale

Il bonus sociale è uno sconto in bolletta riservato a famiglie in difficoltà economica. Esistono due tipi:

  1. Bonus per disagio economico — riguarda i pensionati con bassi redditi
  2. Bonus per disagio fisico — per chi ha apparecchiature mediche elettriche salvavita

In questa guida parliamo del primo tipo.

Ci sono tre bonus separati:

  • Bonus elettrico (luce)
  • Bonus gas
  • Bonus idrico (acqua)

Plus dal 2026 anche il bonus rifiuti (TARI) con stessi parametri ISEE.

Importi 2026 — quanto ti torna in tasca

Bonus elettrico (luce)

Composizione nucleo familiareImporto annuo
1-2 persone146,00 €
3-4 persone186,15 €
5 o più persone204,40 €

Ripartito sulle bollette dei 12 mesi (12-17 € di sconto ogni 2 mesi).

Bonus gas

Calcolato come percentuale dello sconto sulla spesa media netta: tipicamente circa il 15%. Esempio: 2 pensionati a Bologna con consumo medio = ~700 €/anno di gas, bonus sconta 100-130 €.

Bonus rifiuti (TARI)

Sconto del 25% sulla quota fissa, applicato in bolletta dal Comune.

Chi ha diritto al bonus 2026

ISEE non superiore a 9.796 € (soglia aggiornata 2026)

OPPURE

ISEE non superiore a 20.000 € con almeno 4 figli a carico

I pensionati single con pensione minima INPS (circa 600 €/mese 2026) sono quasi sempre sotto soglia.

⚠️ Prima del 2024 la soglia era 8.107 €, poi 9.530 €, ora 9.796 €. Se hai sentito “non ho diritto perché supero gli 8 mila euro”, controlla: è cambiata.

Procedura passo-passo per ottenere il bonus 2026

Passo 1 — Verifica se hai già l’ISEE 2026

Se hai presentato la DSU all’INPS dal 1° gennaio 2026, hai già l’ISEE:

  • Online: inps.it con SPID o CIE → “Servizi → Prestazioni → Consultazione ISEE”
  • Telefono: numero verde INPS 803.164 (da fisso) o 06.164.164 (cellulare)
  • Sportello INPS del tuo Comune con tessera sanitaria

Hai ISEE 2026 sotto i 9.796 €? Sei a posto, il bonus arriva automaticamente nelle prossime 2-3 bollette.

Passo 2 — Presentare la DSU per ottenere l’ISEE

Devi farla ogni anno. Tre strade:

Strada A — Online da solo (gratis, serve SPID/CIE)

  1. Vai su inps.it/dsu
  2. Entra con SPID/CIE
  3. Compila (versione “precompilata” è più semplice)
  4. Invia. ISEE disponibile in 5-10 giorni lavorativi.

Strada B — Tramite CAF (gratis)

  1. Cerca CAF: ACLI, CGIL, UIL, CISL, Coldiretti, ecc.
  2. Prenota appuntamento
  3. Vai con: tessera sanitaria, documento, dichiarazione redditi, estratti conto 31/12, dati immobili
  4. Il CAF compila la DSU. ISEE in 5-10 giorni.

Strada C — Commercialista (a pagamento, 30-80 €). Sconsigliato per pensionati con situazione semplice.

Passo 3 — Aspetta che il bonus appaia in bolletta

Tempi: 2-3 mesi dall’ISEE alla prima bolletta con bonus. Le rate del bonus elettrico sono distribuite su 12 mesi. Il bonus gas è erogato durante ottobre-aprile.

Passo 4 — Verifica in bolletta

Cerca la voce “Bonus sociale” o “Bonus disagio economico“. Se non la vedi entro 4 mesi dalla DSU, vai al Passo 5.

Passo 5 — Se non arriva, cosa fare

  1. Verifica ISEE su inps.it: sotto soglia 9.796 € e datato 2026?
  2. Chiama numero verde compagnia: “Risulta il bonus sociale ARERA?” Spesso problema sincronizzazione INPS-venditore.
  3. Sportello ARERA Consumatore: 800.166.654 (gratuito). Segnalazione mancata erogazione.

Errori comuni da evitare

Errore 1 — Pensare che basti l’ISEE di una volta. Scade ogni 31 dicembre. Rinnovala ogni anno.

Errore 2 — Pagare qualcuno per “richiedere il bonus”. Il bonus è gratis e automatico. Se chiedono soldi, è una truffa.

Errore 3 — Aspettare passivamente. Cambiando compagnia luce/gas verifica che il bonus si trasferisca.

Errore 4 — Non sapere di averne diritto. 2 milioni di italiani con ISEE sotto soglia non ricevono il bonus perché non hanno fatto la DSU. Fala anche se sei vicino al limite.

Errore 5 — Confondere il bonus sociale con altri bonus (elettrodomestici, mobili, ristrutturazione). Il bonus sociale luce/gas è SOLO sconto in bolletta.

Cosa succede se il mio ISEE è leggermente sopra la soglia

Se hai 10.000-12.000 € di ISEE, non hai diritto al bonus standard. Però:

  • Verifica bonus regionali: Lombardia, Piemonte, Toscana e altre hanno bonus complementari con soglie più alte.
  • Verifica bonus comunali: alcuni Comuni distribuiscono buoni energia.
  • Verifica fondi Servizi Sociali: chiedi all’assistente sociale.

Domande frequenti

Devo richiedere il bonus sociale ogni anno? Non il bonus, ma devi rifare la DSU per l’ISEE ogni anno.

L’ISEE è gratis? Sì, sia online che al CAF. Diffida di chi chiede soldi.

Posso avere il bonus se vivo in affitto? Sì, basta che il contratto luce/gas sia intestato a te o al tuo nucleo ISEE.

Il bonus elettrico vale anche per il riscaldamento elettrico? Sì, è uno sconto generale sulla bolletta luce.

Posso ricevere il bonus se sono nel servizio di tutela elettrica? Sì, si applica sia al mercato libero che alla maggior tutela.

Cosa succede se la pensione è di reversibilità? Niente di diverso: rientra normalmente nel calcolo ISEE.

Il bonus può essere cumulato con altre agevolazioni? Sì, compatibile con assegno sociale, accompagnamento, bonus 80 euro.

Quanto dura il bonus una volta ottenuto? 12 mesi dalla data di attivazione. Per l’anno successivo rifare la DSU.


*Articolo informativo aggiornato a maggio 2026. Per gli importi più recenti consulta sempre arera.it.*

Polizza sanitaria integrativa over 65: cosa copre davvero (non quello che vende l’agente)

Hai 67 anni, una pensione decente, una casa di proprietà. L’agente assicurativo ti dice: “Con la polizza sanitaria integrativa hai il privato senza spendere fortuna, prenoti la visita in 2 giorni invece che in 2 mesi”. Ti suona bene. Però la polizza costa 800 € l’anno. Vale davvero la pena?

In Italia abbiamo il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) che è gratuito o quasi. Ma chi ha più di 65 anni sa benissimo che “gratuito” e “veloce” non sono la stessa cosa: aspettare 4 mesi per un’ecografia non è raro. La polizza sanitaria integrativa nasce per riempire questo buco.

Cosa copre davvero una polizza sanitaria integrativa over 65

Tipo 1 — Polizza rimborso spese mediche (la più comune)

La compagnia ti rimborsa, in tutto o in parte, le spese mediche in strutture private o intramoenia:

  • Ricoveri ospedalieri (ordinari e chirurgici)
  • Interventi chirurgici in clinica privata o convenzionata
  • Accertamenti diagnostici (TAC, risonanze, ecografie, esami del sangue)
  • Visite specialistiche in convenzione o con rimborso parziale
  • Indennità giornaliera in caso di ricovero

Esempio reale di UniSalute Over 65: premio da circa 9,20 €/mese (110 €/anno) per la versione base. Visite specialistiche scontate + 2.500 € in caso di neoplasia maligna. Stipulabile fino agli 80 anni, rinnovabile fino agli 81.

Tipo 2 — Polizza con prestazioni in convenzione (più ricca, più cara)

Accesso diretto a una rete di strutture sanitarie convenzionate con prezzi calmierati (-30% rispetto al privato libero). Premio tipico over 65 sano: 400-1.000 €/anno.

Cosa NON copre (la parte che il venditore dimentica)

Esclusioni tipiche:

  • Malattie preesistenti alla stipula (salvo dichiarazione + sovrappremio)
  • Cure odontoiatriche (a parte protesi/implantologia in alcune polizze)
  • Cure termali e estetiche
  • Patologie psichiatriche (escluse o limitate)
  • Cure conseguenti a guida in stato di ebbrezza, sport estremi
  • Patologie pre-esistenti non dichiarate anche se scoperte dopo (causa #1 di contestazione)

Limiti tipici:

  • Massimale annuo (30.000-50.000 €): oltre, paghi tu
  • Franchigia (100 €/sinistro o 5% spesa)
  • Carenza (60 giorni per malattie, 180 per ricoveri)

Quanto costa davvero a 65, 70, 75 anni

Età alla stipulaPolizza base rimborso (premio annuo)Polizza completa con rete
65 anni110-400 €500-900 €
70 anni180-600 €700-1.300 €
75 anni280-900 €1.000-1.800 €
80 anni450-1.300 € (poche compagnie)Spesso non disponibile

Oltre gli 80 anni le opzioni sono poche e care. Conviene stipulare prima dei 70.

Quando la polizza sanitaria over 65 conviene davvero

  1. Patologie sotto controllo con accertamenti periodici (cardiologia, oncologia in remissione, diabete tipo 2). Controlli rapidi senza liste SSN.
  1. Reddito medio-alto che non vuole essere in lista d’attesa per esami sospetti.
  1. Vivi in zona con sanità pubblica scadente (alcune province del sud: liste d’attesa medie >8 mesi).
  1. Familiarità con malattie che si avvantaggiano di diagnosi precoce (tumori, malattie neurologiche).

Quando NON conviene

  1. Reddito basso e patrimonio scarso: 500 €/anno di polizza non sostenibile su 800 €/mese di pensione.
  1. Hai già una polizza collettiva (cassa previdenziale, sindacato pensionati CGIL/CISL/UIL).
  1. Vivi vicino a centri pubblici di eccellenza (Milano, Bologna, Torino, Firenze).
  1. Stato di salute compromesso (3-4 patologie attive): esclusioni rendono la polizza poco utile.

L’alternativa: fondi sanitari integrativi

Fondi di tipo mutualistico spesso meno costosi e con meno esclusioni:

  • Fondo Est (commercio, terziario)
  • Fasdac (dirigenti del commercio)
  • Fondo Sanitario CGIL/CISL/UIL Pensionati: spesso non noto, vale chiedere
  • Mutue territoriali (Insieme Salute, Coop Salute, Salute Più)

Costo tipico: 120-400 €/anno per un over 65.

Come scegliere senza pentirsi

  1. Leggi il glossario. Ogni polizza definisce “malattia”, “infortunio”, “ricovero”, “preesistenza” in modo proprio.
  2. Chiedi la lista delle strutture convenzionate. Verifica che ci siano almeno 2-3 ospedali entro 30 km.
  3. Verifica la “rinnovabilità a vita”. Fino agli 80, 85, o senza limite?
  4. Confronta almeno 3 preventivi (UniSalute, Allianz, Generali, Reale Mutua).
  5. Diffida del “tutto compreso a 300 €/anno”: massimali bassissimi o franchigie altissime.

Domande frequenti

A che età è meglio fare la polizza sanitaria integrativa? Idealmente prima dei 65 anni, meglio dai 50. Prima sottoscrivi, meno paghi e meno esclusioni rischi sulle preesistenze.

Le malattie già diagnosticate prima della firma sono coperte? No, salvo accordo specifico con sovrappremio. Per questo è importante stipularla quando si sta bene.

Posso avere una polizza sanitaria a 78 anni? Sì, UniSalute, Allianz e Reale Mutua accettano fino agli 80 anni. Premi più alti.

La polizza sanitaria over 65 è detraibile dal 730? Sì, 19% del premio fino a 530 € annuo (limite generale polizze rischio sanitario, verificare 2026).

Conviene una polizza individuale o familiare? Le familiari costano meno della somma di due individuali, ma le condizioni si applicano per il membro più “rischioso”.


*Tiserve.it è un sito informativo indipendente, NON svolge attività di mediazione assicurativa.*

Polizza Long Term Care spiegata semplice: cos’è e quando ha senso a 65 anni

Tuo padre ha 78 anni, sta bene, ma se domani avesse un ictus e diventasse non autosufficiente, chi paga la badante 24/7? La pensione di reversibilità copre 800 euro, una RSA costa tra 2.500 e 4.000 euro al mese. La polizza Long Term Care è nata per questo.

Long Term Care si traduce in italiano come “assistenza a lungo termine”. È un’assicurazione che, se diventi non autosufficiente, ti paga una rendita mensile per tutta la vita — o fino a guarigione, se torni autosufficiente.

Sembra astratta, ma diventa concreta quando una famiglia si trova davanti al conto della badante o della RSA per un genitore.

Cosa significa “non autosufficienza” per le compagnie assicurative

Il principio è universale: la non autosufficienza si misura sulle cosiddette ADL (Activities of Daily Living), le 6 attività quotidiane basilari:

  1. Lavarsi (farsi una doccia, lavarsi viso e mani)
  2. Vestirsi (mettersi e togliersi i vestiti)
  3. Mangiare (portare il cibo dal piatto alla bocca)
  4. Andare in bagno (gestire i propri bisogni)
  5. Muoversi (alzarsi dal letto, camminare)
  6. Continenza (controllare urina e feci)

Quasi tutte le polizze considerano “non autosufficiente” chi non riesce a fare in autonomia 3 o 4 ADL su 6.

Cosa copre la polizza e in che forma

La polizza LTC non paga le spese sanitarie ma paga una rendita mensile che usi come vuoi: per la badante, per la RSA, per i farmaci non rimborsati, per i lavori in casa (rampe, sollevatori, montascale).

Rendita mensile sceltaCosa puoi coprire
500-1.000 €/meseAiuto domestico parziale
1.500-2.000 €/meseBadante regolare a tempo pieno o metà retta RSA
2.500-3.500 €/meseBadante h24 oppure RSA mediamente costosa
4.000-5.000 €/meseRSA di buon livello senza esborso aggiuntivo

Quanto costa davvero una polizza LTC

Il premio dipende da età, rendita scelta, stato di salute.

Età alla sottoscrizioneRendita 1.500 €/mese — premio annuale tipico
40 anni500-1.600 €
50 anni700-2.500 €
60 anni1.200-3.500 €
65 anni1.800-4.500 €
70 anni2.500-6.000 € (valutare con cautela)

⚠️ Attenzione: il premio cresce con l’età. Aspettare 5 anni per “vedere come va la salute” può raddoppiare il premio.

Il periodo di carenza: la cosa che NESSUNO ti spiega

La carenza è il periodo iniziale durante il quale la polizza, anche se la stai pagando, non paga se diventi non autosufficiente:

  • Malattie improvvise (ictus, infarto, incidenti): tipicamente 6 mesi.
  • Malattie a evoluzione lenta (Alzheimer, Parkinson, sclerosi): tipicamente 3 anni.
  • Esclusioni per preesistenze: patologie pre-firma non sono coperte mai.

Esempio: firmi a 65 anni. A 67 anni ti diagnosticano l’Alzheimer. Se la carenza è 3 anni e la diagnosi è entro quel periodo, la polizza non paga. Se la diagnosi arriva a 68 anni, paga.

Per questo se firmi a 70-75 anni rischi di pagare 3 anni di premi senza copertura reale.

Quando la LTC conviene davvero

1. Patrimonio medio da proteggere — casa più liquidità: la rendita evita di intaccare il patrimonio.

2. Familiarità con malattie degenerative — Alzheimer, Parkinson, sclerosi in famiglia = probabilità statistica più alta.

3. Figli lontani geograficamente — la rendita ti dà autonomia economica.

4. Età 55-65 anni — finestra ideale: premi ragionevoli, carenza copribile.

Quando NON conviene

1. Patrimonio basso — la pensione minima + indennità di accompagnamento INPS bastano.

2. Patrimonio molto alto — puoi pagare l’assistenza direttamente.

3. Età sopra i 75 anni — premi alti e carenza lunga.

4. Sei già parzialmente non autosufficiente — molte compagnie non accettano.

L’alternativa pubblica: indennità di accompagnamento INPS

Sostegno statale gratuito per i non autosufficienti:

  • Importo 2026: circa 531-540 € al mese.
  • Requisiti: certificato medico, visita commissione INPS-ASL, invalidità 100% con assistenza continua.
  • Tempi: 3-9 mesi dalla domanda alla prima erogazione.

L’accompagnamento copre una badante part-time. La LTC privata serve se vuoi 2.000-3.000 € in più al mese per assistenza h24 o RSA.

Le compagnie italiane principali

CompagniaProdottoEtà maxNote
GeneraliLungavita Long Term Care~70 anniProdotto storico, ben distribuito
AllianzLTC Allianz75 anniTra i pochi che accettano fino a 75
UnipolSaiLTC60 anniPremi competitivi ma finestra stretta
VittoriaFianco a Fianco — LTCVerificarePremio competitivo per età basse
UniSaluteLTC integrabile saluteVerificareCombinata con sanitaria integrativa
Reale MutuaLTC vitaVerificareVia agenzie Reale Mutua

⚠️ Importante: Generali, Allianz, Reale Mutua e UnipolSai non vendono LTC online direttamente. Si va per agente o broker plurimandatario (consulente indipendente che propone più compagnie).

Domande frequenti

A che età conviene fare la LTC? Idealmente tra 55 e 65 anni. Dopo i 70 il rapporto costo-beneficio peggiora rapidamente.

La LTC copre l’Alzheimer? Sì, di solito sì. Verifica la carenza per malattie a evoluzione lenta (tipicamente 3 anni).

Posso fare la polizza per un mio genitore? Sì, come contraente assicuri tuo padre o tua madre come “assicurato”.

La LTC è detraibile dal 730? Sì, 19% del premio fino a 1.291,14 € di premio annuo (limite 2026 da verificare).

Cosa succede se la compagnia fallisce? Le compagnie italiane sono coperte dal Fondo di Garanzia IVASS: i contratti vengono trasferiti a un’altra compagnia.


*Tiserve.it è un sito informativo indipendente, NON è iscritto al RUI e NON svolge attività di mediazione assicurativa. Le informazioni hanno scopo divulgativo. Per sottoscrivere una polizza, rivolgersi a un broker iscritto al RUI o direttamente alla compagnia.*

PosteMobile non ha più tariffe over 60 dal 2024: ecco cosa fare davvero

Se cerchi “PosteMobile over 60” o “tariffa PosteMobile anziani” nel 2026, la verità è che quella tariffa non esiste più. PosteMobile l’ha tolta. I siti che dicono il contrario stanno cercando di venderti un’altra cosa. Vediamo cosa c’è davvero, senza giri di parole.

Se sei arrivato qui cercando la vecchia offerta “PosteMobile Senior” o “PosteMobile over 60” che proponeva 30 minuti di chiamate al mese a un prezzo speciale, ti devo dire che dal 2024 quell’offerta non si attiva più. PosteMobile è stata oggetto di una riorganizzazione interna (è ora parte del gruppo TIM Consumer dopo accordi con WindTre) e le tariffe dedicate agli anziani sono state ritirate dal listino.

Molti siti di confronto continuano a scrivere titoli come “PosteMobile Senior: le migliori promozioni 2026” o “Le offerte over 60 di PosteMobile”, ma poi nell’articolo ti propongono offerte generiche tipo Creami Relax o WOW DAYS. È una pratica fastidiosa: ti fanno credere che la tariffa per anziani esista ancora, e quando ci sei dentro ti vendono altro.

In questa guida ti dico esattamente cosa offre PosteMobile oggi, perché potrebbe non essere la scelta giusta per te, e quali sono le 3 alternative reali pensate per chi cerca una tariffa semplice da pensionato.

Cosa offre PosteMobile nel 2026 (versione onesta)

PosteMobile oggi vende tariffe generiche per tutti gli adulti, non specifiche per over 60. Le offerte attive a maggio 2026 sono:

OffertaPrezzo mensileCosa include
Creami Relax 50~5,99 €50 minuti, 50 SMS, 50 MB internet (è una tariffa “leggera”)
WOW DAYS 100~5,99 €100 GB, minuti illimitati, 50 SMS
Creami EXTRA WOW 150~6,99 €150 GB, minuti illimitati, 200 SMS

Non sono cattive offerte in assoluto, ma non sono pensate specificamente per chi ha più di 60 anni e non hanno particolari vantaggi rispetto alla concorrenza.

Le 3 alternative reali pensate (o adatte) ai pensionati

Alternativa 1 — TIM 60+ (l’unica vera “tariffa anziani” del mercato)

TIM 60+ è oggi l’unica offerta italiana esplicitamente riservata agli over 60. Esistono tre versioni:

  • TIM 60+ base: 7,99 €/mese, 1 GB, minuti per chiamare.
  • TIM 60+ standard: 12,99 €/mese, minuti illimitati, 200 SMS, 6 GB di internet (4 GB se paghi con credito residuo).
  • TIM 60+ con TIM UNICA: 9,99 €/mese con minuti e GB illimitati — solo se hai già il telefono fisso TIM.

Pro: ha negozi fisici ovunque, customer care telefonico 187, è il riferimento storico per chi non vuole pasticci.

Contro: solo per chi viene da un altro operatore. Se sei già TIM, devi cambiare piano dall’app.

Se vuoi una guida passo-passo per attivare TIM 60+ tenendo il numero, abbiamo scritto questa guida pratica.

Alternativa 2 — Iliad Voce a 4,99 €/mese (la più economica in assoluto)

Iliad Voce costa 4,99 € al mese, per sempre, e include minuti e SMS illimitati. Internet praticamente niente (40 MB, vanno bene solo per qualche WhatsApp ogni tanto).

Pro: prezzo blindato per sempre, niente aumenti futuri. Per chi usa il cellulare solo per chiamare e mandare SMS è perfetta.

Contro: Iliad non ha negozi fisici in Italia. Se hai un problema, devi chiamare il numero verde o scrivere via web. Per molti pensionati questo è un ostacolo grosso. C’è anche un costo una tantum di 9,99 € per la SIM.

Alternativa 3 — ho. Mobile a 4,95 €/mese (la più ricca a parità di prezzo)

ho. Mobile è un marchio di Fastweb (gruppo Vodafone). L’offerta base costa 4,95 € al mese con 100 GB di internet, minuti illimitati e 200 SMS.

Pro: 100 GB sono moltissimi (vanno bene anche se guardi YouTube o videochiami spesso i nipoti). Customer care telefonico, assistenza via WhatsApp, punti vendita fisici esistono.

Contro: il costo di attivazione cambia in base all’operatore da cui vieni: 2,99 € se vieni da Iliad o PosteMobile, 29,90 € se vieni da TIM o Vodafone. Verifica prima di firmare.

Cosa succede al credito PosteMobile residuo se cambio

Se hai del credito residuo sulla SIM PosteMobile e vuoi cambiare operatore, hai diritto al rimborso del credito. La procedura è questa:

  1. Una volta completata la portabilità verso il nuovo operatore, la SIM PosteMobile diventa inattiva.
  2. PosteMobile ti rimborsa il credito residuo entro 30 giorni circa, tramite bonifico bancario o accredito su Postepay.
  3. Per attivare la richiesta di rimborso devi chiamare il 160 o scrivere all’assistenza PosteMobile entro 90 giorni dalla disattivazione della SIM.

Se non ricevi il rimborso entro 60 giorni dalla richiesta, puoi rivolgerti al Corecom della tua regione che fa da arbitro gratuito tra te e l’operatore.

Tre errori da evitare quando passi

Errore 1: aspettare che la SIM nuova arrivi prima di chiedere il codice di migrazione al vecchio operatore. Sembra logico ma rallenta tutto: il codice si può chiedere subito, è gratuito e dura giorni.

Errore 2: pagare l’attivazione in negozio quando online è gratis. Quasi tutti gli operatori offrono attivazione gratuita per chi attiva online con portabilità.

Errore 3: non controllare la copertura nella tua zona. Prima di firmare con Iliad o ho. Mobile, verifica che la rete funzioni dove vivi sul sito ufficiale dell’operatore (sezione “Verifica copertura”) o sul sito gratuito nperf.com.

Domande frequenti

PosteMobile ha ancora qualche offerta per anziani? No, dal 2024 PosteMobile non offre più tariffe dedicate agli over 60. Ha solo offerte generiche valide per qualsiasi età.

Posso ancora attivare le vecchie offerte PosteMobile over 60? Solo se eri già cliente con quella tariffa attiva prima del ritiro dal listino. Per nuove attivazioni non si può.

Posso tenere il numero PosteMobile passando a un altro operatore? Sì, sempre. La portabilità del numero è gratuita per legge e ci vogliono 24-72 ore.

PosteMobile sparirà del tutto nei prossimi anni? Ci sono voci di una fusione operativa con TIM Consumer entro il 2027, ma per ora il marchio resta operativo.

Cosa succede al mio numero se PosteMobile sparisce? Per legge, in caso di cessazione di un operatore tutti i clienti vengono comunicati per tempo e hanno diritto di portare il numero al nuovo operatore senza penali.


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TIM 60+: come passare dal tuo operatore senza perdere il numero (guida 2026)

Tua figlia ti ha detto che con TIM 60+ paghi meno. Vero. Ma se sbagli un passaggio rischi di restare due giorni senza telefono o di pagare due bollette per un mese. Ecco come si fa, davvero, in mezz’ora.

In questa guida ti spiego, in linguaggio semplice e senza fretta, come passare a TIM 60+ tenendo il tuo numero di telefono di sempre. Niente paroloni, niente cose tecniche inutili. Solo i passaggi reali, i costi veri, e quando questa offerta non è quella giusta per te.

Se non hai voglia di leggere tutto, ecco la versione corta: i 4 passaggi richiedono complessivamente circa 30 minuti, due dei quali in negozio o davanti al computer. Il numero non lo perdi mai, ci vogliono dalle 24 alle 72 ore per la portabilità, e durante quel tempo la SIM vecchia continua a funzionare.

Cos’è TIM 60+ in due righe

TIM 60+ è un’offerta di telefonia mobile riservata ai clienti con più di 60 anni. È pensata per chi vuole una tariffa semplice, con minuti illimitati per chiamare, qualche giga per navigare se serve, e nessun vincolo strano.

Esistono tre versioni di TIM 60+, ed è importante che tu sappia qual è la tua perché i prezzi cambiano:

VersionePrezzo mensileCosa include
TIM 60+ base7,99 €1 GB di internet al mese, minuti per chiamare
TIM 60+ standard12,99 €Minuti illimitati, 200 SMS, 6 GB di internet (4 GB se paghi con credito residuo)
TIM 60+ con TIM UNICA Power9,99 €Tutto come la standard ma con giga illimitati — riservata a chi è già cliente del telefono fisso TIM

Attenzione: l’offerta è attiva solo se hai più di 60 anni e se vieni da un altro operatore. Se sei già cliente TIM con un’altra tariffa, devi cambiare piano dall’app TIM o in negozio, non puoi attivare TIM 60+ come “nuovo cliente”.

Cosa ti serve prima di partire

Per evitare di andare in negozio o accedere al sito e poi tornare a casa perché ti manca un documento, prepara queste cose:

  • Documento d’identità in corso di validità (carta d’identità, patente o passaporto).
  • Tessera sanitaria (serve il codice fiscale).
  • Codice di migrazione del tuo vecchio operatore (vedi sotto come trovarlo).
  • IBAN se vuoi pagare con addebito sul conto. Se preferisci ricaricare manualmente, non serve.
  • Smartphone o telefono cellulare dove inserire la nuova SIM (TIM 60+ funziona su tutti i telefoni, non c’è bisogno di comprarne uno nuovo).

Come trovare il codice di migrazione

Il codice di migrazione è un numero di 17 caratteri che il tuo operatore attuale ti deve fornire gratuitamente. Ognuno lo chiama in modo diverso, ma è la stessa cosa.

  • Vodafone / Fastweb: vai nell’app, sezione “Profilo” o “I tuoi servizi”, trovi la voce “Codice di migrazione”.
  • WindTre: nell’app WindTre → “Profilo” → “Documenti e servizi”.
  • Iliad: nell’area personale online, sezione “I miei servizi”, clicca su “Richiedi il codice di migrazione”.
  • PosteMobile: chiama il 160 oppure entra in app PosteMobile.
  • ho. Mobile: dall’app ho., sezione “Account” → “Codice di migrazione”.

Se non sei pratico, chiedi a tuo figlio o a tua figlia di recuperartelo. Si fa in meno di un minuto.

I 4 passi della portabilità (con tempi reali)

Passo 1 — Recuperare il codice di migrazione (5 minuti)

Vedi il paragrafo sopra. Annotalo su un foglio, lo userai al passo successivo.

Passo 2 — Andare in negozio TIM oppure attivare online (15 minuti)

Hai due strade. In negozio è la più semplice se non sei pratico: porti i documenti, dici “vorrei attivare TIM 60+ con portabilità del numero”, il commesso fa tutto lui in 10-15 minuti. Online è più veloce ma serve sapere usare lo SPID o caricare le foto dei documenti: vai su tim.it, cerca “TIM 60+”, clicca “Attiva con portabilità”, segui le 6 schermate.

Indipendentemente dalla strada scelta, ti verrà spedita la nuova SIM a casa entro 2-5 giorni lavorativi, oppure la riceverai subito in negozio.

Passo 3 — Aspettare l’SMS di conferma (24-72 ore)

Una volta inserita la nuova SIM nel telefono, non spegnere il telefono. Riceverai un SMS da TIM che ti avvisa quando la portabilità è completata. Da quel momento il tuo numero funziona sulla SIM TIM nuova e la SIM vecchia diventa inattiva.

Nel frattempo, la SIM vecchia continua a funzionare: chiamate e SMS in entrata e uscita come sempre. Non resti mai isolato.

Passo 4 — Verifica che funzioni e che ti arrivi la prima bolletta giusta

Dopo 24-72 ore: prova a fare una chiamata e a inviare un SMS. Se funziona, ottimo, hai finito. Se ricevi un SMS che dice “Errore portabilità”, chiama subito il 187 (numero verde TIM) e segnala il problema. Si risolve in 24 ore senza penali.

Sulla prima bolletta — ti arriva via email se ti sei iscritto online, in cartaceo se hai scelto in negozio — controlla che ci sia scritto “TIM 60+” e che il prezzo corrisponda a quello pattuito. Se vedi voci che non capisci (es. “TIM Safe Web Plus”, “Servizio premium extra”), non sono per forza errate ma chiamale al 187 per capire cosa sono.

Quanto paghi davvero TIM 60+ (no sorprese)

Il prezzo che vedi pubblicizzato è solo una parte del totale. Ecco la verità completa:

VoceImporto
Costo della SIMTipicamente gratuita per chi viene da altri operatori
Costo di attivazione0 € online con portabilità; in negozio dipende dalla promozione attiva
Prima bolletta (mese 1)Prezzo del piano + eventuali servizi pre-attivi (verifica e disattiva quelli che non vuoi)
Bolletta mese 2 in poiPrezzo del piano scelto (7,99 € / 9,99 € / 12,99 €)

⚠️ Attenzione ai servizi pre-attivi. TIM, come la maggior parte degli operatori, attiva di default alcuni servizi a pagamento (es. segreteria telefonica premium, “Chiamami”) che si possono disattivare gratuitamente dall’app TIM o chiamando il 187. Fallo nei primi giorni per non pagarli ogni mese.

Le 3 alternative se TIM 60+ non ti convince

TIM 60+ è un’ottima offerta per molti, ma non per tutti. Ecco le tre alternative principali da conoscere prima di firmare.

Alternativa 1 — Iliad Voce a 4,99 €/mese

Iliad Voce è la più economica del mercato: 4,99 € al mese, minuti e SMS illimitati, 40 MB di internet (sono pochi, vanno bene solo per WhatsApp ogni tanto). Il prezzo è bloccato a 4,99 € per sempre.

  • Vantaggi: il prezzo più basso in Italia, nessun aumento futuro.
  • Svantaggi: Iliad non ha negozi fisici in Italia (solo “Simbox” automatiche in alcuni centri commerciali). Se ti rompi il telefono o hai un problema, l’assistenza è solo via call center o via web. Non c’è il commesso che ti aiuta in negozio. Per molti pensionati questo è un blocco.
  • Costo di attivazione: 9,99 € una tantum per la SIM.

Alternativa 2 — ho. Mobile a 4,95 €/mese

ho. Mobile è di Fastweb (gruppo Vodafone). L’offerta entry-level è 4,95 € al mese con 100 GB di internet, minuti illimitati e 200 SMS. Il prezzo è bloccato.

  • Vantaggi: ha 100 GB (taaaanti) per chi vuole guardare YouTube o videochiamare i nipoti. Assistenza telefonica e WhatsApp. Punti vendita fisici esistono.
  • Svantaggi: il costo di attivazione cambia in base al tuo operatore attuale. Per chi viene da Iliad, Poste Mobile, Coop Voce: 2,99 €. Per chi viene da TIM, Vodafone, WindTre: 29,90 € (è la regola dei “soddisfatti o rimborsati” del settore).

Alternativa 3 — Restare dove sei

Se hai già una tariffa intorno ai 5-6 € al mese e funziona bene, passare a TIM 60+ potrebbe non farti risparmiare nulla. Prima di cambiare, controlla l’ultima bolletta: se paghi meno di 8 €, conviene restare e magari rinegoziare con il tuo operatore attuale chiamando il numero verde e chiedendo “Le offerte di retention” (cioè le tariffe che ti propongono per non perderti come cliente).

Quando NON conviene passare a TIM 60+

Tre casi reali in cui è meglio fermarsi e pensarci:

  1. Hai già una tariffa sotto i 7 € al mese: il risparmio non vale i 30 minuti di fatica.
  2. Usi molto internet sul telefono (Netflix, videochiamate lunghe, YouTube). I 4-6 GB della TIM 60+ standard finiscono presto. Meglio guardare ho. Mobile a 6,95 € con 150 GB.
  3. Vai spesso all’estero, anche solo in Spagna o Croazia. Verifica i costi di roaming UE inclusi: TIM 60+ comprende il roaming UE alle stesse condizioni del piano italiano, ma fuori UE i costi salgono molto.

Domande frequenti

Quanto costa passare a TIM 60+? La portabilità del numero è sempre gratuita per legge. L’attivazione TIM è gratis online con portabilità, in negozio dipende dalla promozione del momento. La prima bolletta è tipicamente l’importo del piano scelto (7,99 € / 9,99 € / 12,99 €).

Posso passare a TIM 60+ se ho già TIM? No, è solo per chi viene da un altro operatore. Se sei già TIM e vuoi cambiare il tuo piano attuale, devi farlo dall’app TIM o in negozio scegliendo l’opzione “Cambia piano”.

Quanto tempo ci vuole per la portabilità del numero? In media 24-72 ore. La SIM vecchia resta attiva fino al passaggio completo, quindi non resti mai isolato.

Posso attivare TIM 60+ online o devo andare in negozio? Entrambi possibili. In negozio è più facile se non sei pratico di internet, online è più veloce ma serve SPID o saper fotografare i documenti.

TIM 60+ ha un limite di età massima? No, una volta attivata l’offerta resta valida senza scadenza. Anche se hai 90 anni continui a pagare il prezzo agevolato.

Cosa succede se sbaglio un passaggio? Si chiama il 187 (numero verde TIM) entro 24 ore e si annulla la richiesta senza penali. Non perdi nulla e puoi riprovare quando vuoi.


Hai dubbi? Ti aiutiamo a scegliere senza fregature

Se non sai se TIM 60+, Iliad Voce o ho. Mobile è la scelta giusta per te, rispondi alle nostre 5 domande nel modulo qui sotto. In pochi secondi ti diciamo qual è l’offerta più adatta al tuo modo di usare il telefono, senza dover leggere altre guide.

*Tiserve.it è un sito informativo indipendente. Quando clicchi su un link verso un operatore (TIM, ho. Mobile, Iliad) e poi sottoscrivi un’offerta, possiamo ricevere una piccola commissione dall’operatore. Questo non comporta nessun costo aggiuntivo per te.*